Per sostegno non si intende la mera assistenza, a cui comunque si farà riferimento, ma tutto il contesto intorno alla famiglia, e in particolare alla neomamma; è il villaggio che un tempo, come abbiamo visto, circondava il nuovo nato e celebrava il suo arrivo, e che oggi spesso è assente o insufficiente, con conseguenze sui genitori e sulla qualità dell’esperienza.

Rispetto al passato, però, abbiamo le prove scientifiche di quanto sia importante una rete sociale che sostenga efficacemente le madri e i padri.

Possiamo quindi immaginare e proporre “il nuovo villaggio”, fatto di persone fidate a cui chiedere aiuto, professionisti esperti, gruppi con cui condividere il viaggio della genitorialità

Tuttavia è importante conoscere i confini e scegliere con cura chi può entrare nel proprio villaggio, perché non sempre la rete è adatta alle esigenze presenti del neogenitore, sia per quanto riguarda le conoscenze, le amicizie, la famiglia, sia per ciò che concerne l’accompagnamento professionale. 

Il sostegno sociale 

Non si può parlare di supporto ai neogenitori senza comprendere l’importanza del sostegno sociale per la persona umana in generale e in particolare nei momenti più difficili o vulnerabili. Il sostegno sociale è definito come l’insieme delle risorse accessibili attraverso i contatti con altri individui e dipende direttamente dalla rete sociale di appartenenza, nel quale lo scambio di risorse è reciproco. 

Il sostegno può essere formale, nel caso venga erogato da figure professionali ed enti istituzionali, oppure informale, come auto aiuto tra amici, parenti, colleghi o comunque figure pari non professionali. Inoltre il sostegno ha un aspetto oggettivo, determinato dal supporto effettivamente ricevuto, e uno soggettivo, riguardante la percezione che il soggetto ha della singola azione o del processo di sostegno e la soddisfazione personale per l’aiuto ricevuto. Il sostegno non ha una sola funzione o modalità, perché molteplici sono i bisogni della persona per raggiungere un maggior stato di benessere. 

Sostegno strumentale, sostegno emotivo e sostegno informativo

Il sostegno strumentale, il più tangibile, è una forma di assistenza concreta, che interviene sull’ambiente dell’individuo tramite aiuto manuale, prestito di denaro o offerta di servizi, collaborazione attiva nella vita della persona. È il genere di supporto più semplice da garantire, che non implica un coinvolgimento più profondo e non considera le altre sfaccettature delle necessità umane. Di questo genere di esigenze infatti si occupa il sostegno emotivo, che ha come obiettivo il soddisfacimento dei bisogni socio-emotivi attraverso un supporto relazionale, fatto di ascolto, interesse e attenzione, ma anche affetto, amicizia e amore. Ha il beneficio di proteggere dalle conseguenze negative delle situazioni stressanti e sfidanti, facendo sentire l’individuo accolto e compreso e rinforzando la sua autostima. 

Il sostegno informativo, invece, agisce attraverso la trasmissione di conoscenze, come consigli o consulenze, che hanno come scopo aiutare ad avere una maggiore comprensione di ciò che accade e di conseguenza più strumenti per affrontare gli eventi, anche difficili, della propria vita. 

A queste tre funzioni principali si affiancano anche il sostegno di stima o valutativo, caratterizzato dall’apprezzamento e dall’ammirazione, e il sostegno affiliativo. Quest’ultimo è determinato dall’appartenenza ad un gruppo, formale o informale, o più in generale alla rete sociale di riferimento; permette all’individuo di avere contatti con altre persone, possibilmente sue pari, con cui confrontarsi e passare il tempo, traendo soddisfazione dalla possibilità stessa di stare insieme.

I benefici del sostegno sociale

Tra i benefici del sostegno sociale possiamo nominare l’integrazione sociale, il ruolo attivo dell’individuo, il senso di controllo e di autoefficacia e l’empowerment; come conseguenza positiva si può avere la validazione delle proprie percezioni e dei propri sentimenti, grazie anche alla condivisione nell’interpretazione della realtà.

Inoltre si può riuscire più facilmente nel passaggio da uno stato di sofferenza individuale e di auto-biasimo ad un’analisi del contesto responsabile della sofferenza. 

Il sostegno sociale tuttavia può avere anche dei rischi o delle conseguenze non positive che è importante considerare. Innanzitutto accettare di essere assistiti e aiutati deve essere una scelta libera; non si può imporre, perché verrebbe meno il sentimento di controllo e di auto-efficacia necessari perché il sostegno abbia una validità per la persona. 

Il sostegno della rete sociale

Il solo sostegno, inoltre, non può essere la soluzione di tutti i problemi e non si può sostituire ad altri interventi mirati e specialistici che non rientrano nell’ambito del semplice supporto. Una buona rete sociale è certamente un fattore di protezione e di prevenzione ma spesso non basta ed è necessario investire in provvedimenti più complessi, anche se più difficili e meno economici. 

La rete sociale, d’altra parte, non è necessariamente positiva, ma può al contrario rinforzare comportamenti negativi, pur di far sentire l’individuo parte di qualcosa, oppure essere più che una rete una gabbia, che offre sostegno e senso di appartenenza ma non permette un processo di empowerment personale e di crescita dell’autostima. 

Di Stefania Zucca

Fonti:

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Hoekzema, E., Barba-Müller, E., Pozzobon, C. et al. Pregnancy leads to long- lasting changes in human brain structure, in Nature Neuroscience, 2017.

Maria Teresa Mara Francese, Tradizioni alimentari nel parto e nel puerperio, in Atti del X Congresso Nazionale AISEA Cibo e alimentazione. Tradizione, simboli, saperi. Roma, 5,6,7 luglio 2006

D.K. Gjerdingen, D.G. Froberg, P. Fontaine, The effects of social support on women’s health during pregnancy, labor and delivery, and the postpartum period in Family medicine, 1991

R. Negron, A. Martin, M. Almog, A. Balbierz, E.A. Howell, Social support during the postpartum period: Mothers’ views on needs, expectations and mobilization of support, in Maternal and child health journal, 2013

Jessica Moran, Social support and reducing social isolation in Peer Support in

Perinatal Mental Health: Review of Evidence and Provision in Scotland, 2020 

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